tapporosso-tappo-strisce-rosse_folder_1Lo “storico” latte Tapporosso della Centrale è sinonimo di latte fresco da sempre. Oggi la Centrale del Latte di Torino raccoglie giornalmente il latte crudo di circa 60 aziende agricole, localizzate prevalentemente nella provincia di Torino.

Il latte appena munto dagli allevatori viene raccolto in appositi serbatoi refrigerati a + 6°C. Il laboratorio analisi della Centrale del Latte verifica e certifica quotidianamente la qualità della materia prima che, successivamente, è avviata ai processi di risanamento (trattamenti termici), omogeneizzazione, scrematura e confezionamento.

Il servizio di consegna ai punti vendita è giornaliero e può contare, per il solo Piemonte, su una rete distributiva di circa 70 automezzi. L’evoluzione del packaging, in riferimento al latte fresco, è dipesa in gran parte dalle innovazioni tecnologiche e produttive.

bella-senza-resa_contenitoreNegli anni ‘50, quando la produzione raggiungeva uno standard di 170.000 litri al giorno, il latte era offerto in bottiglie di vetro da 1000 ml, contenitore del latte fresco per antonomasia che ottiene tuttora buone preferenze da parte dei consumatori. Evoca infatti un vissuto emotivo e affettivo: freschezza, tradizione, famiglia.

Ad oggi, la Centrale del Latte di Torino è fra le poche in Italia ad annoverare ancora all’interno della propria gamma tale soluzione di packaging, che nel tempo ha cambiato per tre volte forma e, per ultimo, anche formato. Il contenitore è attualmente nel formato da 750 ml. Il design è elegante nella propria semplicità: forma sinuosa e maneggevole, dimensioni contenute e ben proporzionate. L’etichetta informativa, posta a sigillo del tappo, è l’unico elemento di decoro.

Dal 2007, l’imballo beneficia di un nuovo sistema di chiusura: capsula metallica Twist Off. Il nuovo tappo a vite “salvafreschezza” consente di garantire al massimo la qualità e la praticità di consumo del prodotto, permettendo di conservare al meglio il latte, anche dopo l’apertura della bottiglia.

centrale-latte-torino_packaging_7Intorno alla metà degli anni ‘60 avvengono i primi rinnovamenti nella produzione, con l’ingresso dell’Azienda nel settore latte a lunga conservazione. A tale scopo la Centrale del Latte di Torino è fra le prime in Italia ad adottare, a fianco della bottiglia in vetro con cui era confezionato anche il latte “sterile” (sebbene con forma e tappo diversi dalla bottiglia del latte fresco) la confezione a forma di tetraedro, progettata e realizzata da TetraPak.
Dello stesso periodo è anche il latte pastorizzato in tetraedro TetraPak da 200 g e il latte a marchio “Monviso”, confezionato in contenitori a perdere Italperga.

È tuttavia solo all’inizio degli anni ’80, quando fa la propria comparsa il pacchetto TetraRex di TetraPak, che la gamma di latte fresco inizia a diversificarsi in modo importante per tipologia di formato e di imballo. La classica confezione di “carta” è più flessibile nei formati ed è facilmente gestibile anche dall’acquirente.

centrale-latte-torino_packaging_8Nel tempo il latte confezionato nel pacchetto di “carta” per molte persone è diventato un’abitudine di consumo. Nel 2007, con l’introduzione dei nuovi imballi da litro, la componente di servizio accessoria è aumentata, equiparandosi ai livelli delle confezioni in plastica e in vetro. La qualità del nuovo design consente migliore conservazione e stivabilità del prodotto, grazie al tappo richiudibile, migliore versatilità, grazie al diametro del tappo maggiorato rispetto alle soluzioni finora presenti sul mercato, migliore ergonomia e impugnabilità, grazie all’introduzione di un “quinto pannello” sulla confezione.

Il contenitore esalta l’identità del prodotto, mentre gli slogan sul quinto pannello, i colori tradizionali e il marchio la definiscono con immediatezza.

pet_aq_psNel 2001, la gamma è ulteriormente diversificata, con l’introduzione delle bottiglie di plastica PET. Le nuove bottiglie sono comode. Consentono di conservare al meglio il prodotto, anche una volta aperta la confezione, in quanto dotate di tappo richiudibile. Sono facilmente stivabili all’interno del frigorifero (pure orizzontalmente rispetto al piano d’appoggio) per la forma quadrata. Sono resistenti, leggere, pratiche e, come il vetro, sono trasparenti e consentono di vedere il prodotto all’interno. Il successo dell’imballo è stato grande e tuttora il latte fresco in bottiglia di plastica continua a registrare consensi crescenti.


tapporossoUn cenno particolare merita il marchio “Tapporosso”, diventato nel tempo sinonimo di valori quali sicurezza, qualità, freschezza e genuinità per tutta la linea di latte pastorizzato. La sua origine deriva da un’esigenza propria del periodo degli anni ’50 – ’70, durante il quale il solo contenitore disponibile per il latte era la bottiglia di vetro. La capsula metallica posta a sigillo del tappo era pertanto l’unico elemento distintivo e di decoro della confezione, attraverso il quale era possibile differenziare le diverse tipologie di latte: per es. il “tappo rosso” identificava il latte fresco intero della Centrale del Latte di Torino, quello “strisce rosse” il latte fresco parzialmente scremato. Con l’evoluzione e l’ampliamento della gamma offerta il marchio Tapporosso è diventato il brand di riferimento per tutta la linea di latte fresco pastorizzato e di latte pastorizzato a temperatura elevata; gli elementi distintivi per singola tipologia di prodotto, oltre ai testi informativi, sono progrediti fino a divenire un insieme omogeneo di elementi grafici e di codici cromatici di riferimento (es. rosa per il latte parzialmente scremato, rosso per il latte intero, blu per l’alta qualità).

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